Cappella Santacroce

 

La Cappella Santacroce o Cappella della Madonna del Rosario è un sacello funerario, costruito dopo la morte di Onofrio II° Santacroce dai suoi quattro figli, come da testamento, dove sono sepolti tre membri di questa nobile famiglia.

1)      Onofrio II°, III° Signore di Vejano, nato a Roma il 5 Luglio 1492, morì a Vejano il 21 Ottobre 1551, all’età di 59    anni di risipola. 

      Fu un valoroso militare ed un provetto cacciatore.

      Militò con la Repubblica di Venezia, partecipò all’assedio di Siena e a quello di Perugia,

      dove rimase ferito gravemente, tanto da riportare una parziale, permanente invalidità.

2)      Scipione, Vescovo di Cervia, nato il 19 Marzo 1515, successe a suo padre il quale istituì la primogenitura del feudo ed approvò il nuovo statuto fatto curare dal fratellastro Giorgio con l’aiuto di due esperti giuristi, incaricandolo con lettera, datata il 1 Settembre 1571 e, per l’occasione, eleggendolo anche suo successore.

Dal Sinodo diocesano celebrato da S.E. mons. Federico Foschi, vescovo di Cervia nel 1892, si afferma che “Scipione Santa Croce sedette sulla cattedra di Cervia 31 anni e già cadente per vecchiaia, rinunziò nel 1576, ma sopravvisse ancora sei anni in opere di santità, lasciando di sé la più veneranda memoria”.

Nel suo testamento afferma di voler essere sepolto nella Cappella  da lui costruita e benedetta, dove è sepolto suo padre: “…in Cappella dominorum de Sanctacruce, ab ipso testatore constructa sita in dicto Castro Viani…in eadem tumba qua iacet Honophrius eius pater, ab ipso tastatore episcopo benedicta…”.

            Morì il 19 Marzo 1583 nel giorno del suo sessantottesimo compleanno.

      3)  Giorgio Santacroce successe al Vescovo Scipione.

Fondò Oriolo Romano nell’anno 1562, disboscando la selva Manziana.

Lo popolò, poi, di coloni, in prevalenza umbri e toscani.

Il 9 Dicembre 1567, sposò in seconde nozze Costanza Santacroce, cugina carnale del padre.

Per questo motivo dovette  chiedere la dispensa papale, ottenuta il 2 Ottobre 1567.

Nel 1570 edificò la Chiesa parrocchiale di Oriolo Romano, collocandola al di fuori del centro abitato, per distinguere la città celeste dalla terrestre e nel 1585 il palazzo, oggi denominato “Palazzo Altieri”.

Ebbe sei figli: Onofrio, Elena, Geromina, Francesco, Claudia e Paolo.

Morì il 31 Luglio del 1591.

Il figlio Paolo uccise la madre, istigato, secondo il processo tenuto in Roma, dal fratello Onofrio, il quale fu condannato, per questo reato, al taglio della testa, nel mausoleo di Castel Sant’Angelo, il 31 Gennaio 1604 alle ore13 e sepolto nella Chiesa di Santa Maria della Scala in Trastevere.

Con lui terminò la Signoria dei Santacroce in Vejano, durata 112 anni.

 

 Per poter descrivere in modo adeguato l’arte architettonica della Cappella Santacroce, credo opportuno riportare una brevissima nota del prof. Arnaldo Bruschi, presa da un suo studio intitolato:

               INCRINATURE MANIERISTICHE NELLA SETTA SANGALLESCA:

                            IL SACELLO FUNERARIO DEI SANTACROCE A VEIANO      

 

“…ci sembra non inutile soffermarci su di un’opera – quasi del tutto sconosciuta – che se da una parte si lega con evidenza all’opera dei continuatori di Bramante e particolarmente a quella di Antonio da Sangallo il Giovane, dall’altra si mostra partecipe di atteggiamenti, sia pure sommessamente, eversivi che la collocano come realizzazione non banale nel nuovo clima istaurato, dopo la morte di Antonio, dai protagonisti a Roma, della fase centrale del manierismo

architettonico.

Il territorio – tra Bracciano, Sutri, Caprinica e i monti della Tolfa – che dal 1493 ai primi anni del ‘600 costituì il piccolo feudo di un ramo della famiglia romana dei Santacroce, conserva alcune realizzazioni – poco note agli storici dell’architettura – che presentano un certo interesse e che non è possibile definire come manifestazioni periferiche e “provinciali”.

A Veiano (già Viano), la capitale del feudo, nel primo ventennio del ‘500 si costruisce una rocca che nel suo impianto ed in alcune sue parti costituisce l’applicazione di idee bramantesche e sangallesche.

Più tardi la cappella funeraria oggetto di questo studio.

Intorno al 1570 nel territorio dei Santacroce si fonda addirittura una nuova città – Oriolo – che si pone come tentativo di traduzione concreta delle idee di teorici ed utopisti (come il Patrizi) sull’organizzazione urbana”.

 

La cinquecentesca cappella funeraria dei Santacroce a Veiano è stranamente posta – lontano dalla rocca e dalla chiesa – nel mezzo del paese, lungo una strada dell’accidentato insediamento medioevale.

Essa è costituita da due parti nettamente distinte: un vero e proprio sacello funerario ed una parte di atrio, o stanza antistante, al quale si accede direttamente dal portale d’ingresso posto sulla facciata.

La stanza che forma vestibolo, di pianta approssimativamente quadrata, è un semplice ambiente coperto a volta dalle pareti disadorne,intonacate.

Il Sacello, a pianta rettangolare, con asse trasversale prevalente, appare risolto achitettonicamente attraverso l’inserzione di un ordine di paraste ioniche su piedistalli in peperino, che tripartiscono ciascuna superficie, inquadrando al centro un arco.

Lo stesso motivo “a trittico” è ripetuto sulle quattro pareti; anche su quelle più corte, sia pure con modificazioni conseguenti al minore spazio disponibile; ed ancora ritorna sulla facciata esterna, che dà sul vestibolo, in modo identico  quello posto ad organizzare le pareti interne corrispondenti.

La stanza antistante, o vestibolo, si presenta sulla strada con una semplice facciata posta sul filo delle case adiacenti.

 

A quando risale la costruzione del Sacello funerario?

 

Certamente a dopo il 4 maggio 1546, data in cui il sig. Onofrio II° esprime, nel redigere il suo testamento, il desiderio di voler essere seppellito nella chiesa S.Maria Assunta.

A quella data, pertanto la Cappella funeraria non era stata ancora costruita.

I quattro figli, invece, lo seppellirono nel sacello, come ricorda una lapide all’interno di esso che dice:

                                                                A Onofrio Santacroce figlio di Giorgio

                                                                          terzo Signore di Viano

                                                                      i quattro figli questo sepolcro

                                                            con la cappella fecero, come da testamento.

                                                                    Visse anni 59, mesi 11, giorni 25.

                                                                         Morì il 21 Ottobre 1551

 

La data della progettazione e della sua edificazione, si può pensare, con ragionevole certezza, che sia avvenuta tra il 1554 ed il 1557.

Questo risulta da un attento esame dei libri contabili, in cui sono descritti i pagamenti fatti a provetti artigiani, muratori, scalpellini e falegnami.

Si può desumere, per lo stesso motivo, che il vestibolo, di forma irregolare, antistante il sacello vero e proprio, sia stato aggiunto tra il 1557 ed il 1569.

 

 

Chi ne è il progettista?

 

I libri mastri contabili non lo nominano.

Vengono, invece, elencati, come ho già detto,  gli esecutori materiali dell’edificio, perciò rimane, difficile individuarne il vero autore.

Secondo un approfondito studio, sempre del prof. Arnaldo Bruschi il progettista è, con certezza, un appartenente alla setta sangallesca ed il progetto è stato redatto dopo la morte di Sangallo il Giovane, avvenuta a Terni nell’anno 1546.

Tra i vari architetti, il più probabile è il Baronino.

Il professore, infatti, a riguardo, afferma: “Possiamo, quindi, concludere che Bartolomeo Baronino....é l’architetto che allo stato attuale delle nostre conoscenze, può essere proposto come autore della Cappella di Vejano”.

Cappella S.Croce