RISORSE NATURALI PRESENTI NEL TERRITORIO DI VEJANO

 

Lo studio riguarda in particolare il censimento delle risorse naturali presenti nel territorio circostante Vejano (siano esse utilizzate o no), intese come manifestazioni sorgentizie o artificiali di acque mineralizzate fredde e termali, come concentrazioni utili di minerali e come materiali da costruzione impiegati nell’attività umana.

La ricognizione riguarda, riferendosi alle Tavole IGM, i quadri IV:

NO Vetralla - NE Caprinica - SE Bassano di Sutri - ­SO Civitella Cesi.

Per quanto riguarda le risorse minerarie, molto scarse nel territorio, si può concentrare l’interesse esclusivamente riguardo al “caolino” zona di estrazione Torre dell’Ischia.

Caolino, oppure terre caolinari, oppure terre bianche, per indicare quegli stessi minerali che venivano riconosciuti più per il loro aspetto macroscopico che per determinazioni mineralogiche.

In ogni modo, si tratta di masse grigio-biancastre, che si estendono di solito per aree limitate e per cubature contenute in relazione con manifestazioni idrotermali e gassose, che hanno interessato e profondamente alterato i sedimenti localmente presenti.

Per quanto riguarda, invece, le manifestazioni sorgentizie, sono stati rilevati i principali caratteri di ciascuna, a cominciare dalla ubicazione e dalla quota di emergenza, per poi corredare il tutto con l’analisi dei principali caratteri chimico-fisici.

Nel territorio di Vejano, per quanto possa sembrare possibile, risulta presente una discreta attività sorgentizia mineralizzata (Acquaforte, Alente, Acquabianca, Boschetto, Alteto ....e le varie polle sparse), per non parlare poi di sorgenti acquifere non mineralizzate (Fontaniletto, Streppare, Prataline, Boccione, Merdarolo, Vesche, Fontana Calla, Montecasella, La Mola.....), la cui presenza va collegata con la distribuzione areale dei vari prodotti vulcanici e soprattutto con le condizioni strutturali, quali sono quelle proprie del substrato sedimentario profondo.

Le varie discontinuità, legate alle fasi tettoniche distensive, che hanno interessato nell’antichità l’intera area, costituiscono le migliori vie di risalita verso 1’esterno dei fluidi di provenienza profonda, dando essi luogo a variazioni di termalità o di carico mineralizzante delle acque sotterranee, come il caso di alcune Pozze dell’Acquabianca mineralizzate e molto fredde, oppure solamente come emissione di gas (chi si ricorda il “fungo”, ora esausto).

La distribuzione di queste acque, che, di solito, risultano concentrate attorno ad alcuni punti allineati, lungo direzioni ben definite ed il loro chimismo, con concentrazioni saline variabili nel tempo, indicano chiaramente l’influenza che, gli agenti mineralizzanti di origine profonda, hanno sulle acque meteoriche che vengono assorbite ed immagazzinate in sedimenti, comunque, permeabili, fino a costituire falde idriche sotterranee: la linea Alente, Alteto,  Pratolongo - la linea Boschetto, Pantane - la linea Prataline verso Oriolo - le varie caratteristiche organolettiche differenti dei Fontanili “Le Vesche” (molto gradevole)- “Fontana Calla” (pesante magnesiaca) - “Fontaniletto” (leggermente metallica).

 

 

FONTI

 

315 FONTILORO

Si tratta di acqua sulfurea che emerge a q. 325 in prossimità del contatto fra sedimento fluitoide ed i prodotti vulcanici Sabatini ad esso sovrastanti.

L’acqua fuoriesce dal detrito con una portata valutabile in 0,2 l/s lasciando un deposito grigio-biancastro.

 

316 FOSSO DEL VECCHIERELLO

A q. 320 lungo il fosso che scende da Monte Paganello, c'è una maccaluba impostata nei tufi pomicei in prossimità del contatto con il flysch marnoso-argilloso localmente affiorante.

 

321 CAMPETTO

Si tratta di una serie di manifestazioni d’acqua mineralizzata ferruginosa che è presente lungo il greto del fiume Mignone a q. 300 subito a valle della confluenza del fosso Piscione.

 

322 TORRE DELL'ISCHIA

A q. 330 ai piedi di un vasto affioramento di sedimenti lacustri alterati da venute gassose, è presente una sorgente mineralizzata fredda che lascia nelle immediate vicinanze un deposito di colore grigio-giallastro.

La tempestare dell’acqua alla sorgente è stata misurata in 17°c, mentre la portata è valutabile in 0,3 1/s ( dati del 1978 ).

In zona, dove è stata impostata industrialmente la coltivazione del caolino, si avverte un acuto odore di H2S.

 

323 FOSSO DELLE SETTEVENE

Subito a valle della confluenza del Fosso delle Settevene nel fiume Mignone, sulla sponda sinistra, dove fra, il ciottolame alluvionale, affiora il flysch marnoso-argilloso, esiste una modesta manifestazione idrica mineralizzata fredda, con Temperatura di 15°c, a q. 319, lasciando un deposito grigio-giallastro.

 

324 ACQUAFORTE Dl VEJANO

L' acqua ferruginosa, leggermente frizzante, è utilizzata localmente per uso idropinico per le sue qualità terapeutiche.

Sgorga con una portata valutabile in 0,2 l/s, a q. a tufi interamente alterati.

Il punto di emergenza dell’acqua è stato adattato a cura del Comune allo scopo di favorirne il prelievo.

 

325 ACQUA BIANCA

Si tratta di un’ampia zona interessata da abbondanti venute gassose, che decolorano profondamente il flysch marnoso-argilloso, localmente affiorante lungo l’alvo del Fosso Cerasolo, dove le acque mineralizzate lasciano consistenti incrostazioni bianche-giallastre.

La manifestazione più importante, posta a q. 345, fra numerose altre manifestazioni d’importanza minore, è valutabile in 0,31/s.

 

 

326 II. TETO

L’acqua mineralizzata, nella quale gorgogliano gas in abbondanza, è presente in un sondaggio ( § 20 cm ), eseguito a q. 348 per ricerca di forze endogene.

Dalla bocca del pozzo fuoriesce acqua ad intermittenza e con violenza, lasciando nelle immediate vicinanze una consistente incrostazione bianco-giallastra.

In zona, sono state eseguite numerose altre perforazioni per ricerche endogene con effetti analoghi.

 

327 SORGENTE

L’acqua fuoriesce con intermittenza dalla bocca di un pozzo ( § 20 cm ), eseguito a q. 345, con portata di qualche l/s, lasciando incrostazioni bianco-giallastre.

 

328 SORGENTE

In un ampia zona, i cui sedimenti alluvionali affioranti e poggianti con deboli spessori sul flysch, appaiono intensamente alterati e decolorati, è presente un acqua mineralizzata,che si evidenzia in più polle, interessate da venute gassose, che originano minuscoli rivoli la cui portata è valutabile in 0,2 l/s a q. 346.

 

329 IL TETO

A q. 342 è presente una manifestazione sorgentizia di acqua mineralizzata, la cui portata è valutabile in 0,1 v/s, fuoriesce da tufi stratificati biancastri, intensamente alterati, lasciando un deposito modesto grigio-roseo.

 

330 FOSSO DELLO SCATENATO

Alla confluenza del Fosso dello Scatenato con il Fiume Mignone è presente a q. 340 una placca sorgattifera con acqua mineralizzata da gas (C02 + 1I2S) che origina un ruscelletto della portata di 0,051 l/s.

 

331 FIUME MIGNONE

Sui bordi dell’alveo del corso d’acqua, a q. 340, è presente una serie di venute gassose, che mineralizzano 1’acqua localmente presente, facendogli assumere, fra l’altro, un aspetto opalescente, con manifestazione di 0,3 l/s.

 

332 VALLE NOCE

Si tratta di una serie di venute gassose, a q. 346, che bollano e rendono l’acqua opalescente per un lungo tratto del Fosso dello Scatenato, all’altezza della confluenza con 1’affluente di sinistra.

 

335 FOSSO GORGOGLIONE

L’acqua mineralizzata fuoriesce a q. 365 alla base di una parete di tufo litoide rosso, a scorie nere, con una portata valutabile in 0,2 v/s, lasciando abbondanti depositi rossastri, ben visibili fra la rigogliosa vegetazione palustre localmente presente.

A livello delle acque correnti nel Fosso, sono presenti intense e numerose venute gassose ( C02 ), che caratterizzano il corso d’acqua, come si rileva anche alla toponomastica.

 

336 FONTANILE PRATI GRANDI

Si tratta di un acqua presente in un pozzo ( § 150 cm ), scavato a mano per pochi metri, a q. 370, l’acqua il cui livello si dispone a 1,45 m dal p.c. è interessata da deboli venute di gas.

 

 

338 RIMESSA DELL'ARA

L’acqua mineralizzata ferruginosa fuoriesce a q. 352 dalla bocca di un pozzo (§ 20 cm), perforato nel flysch fino alla profondità di 37 m, ha una temperatura di 27°c ed è interessata da una notevole fuoriuscita di gas lungo il ruscelletto, che origina.

Si notano consistenti depositi rossastri.

 

339 POGGIO FRATINO

A q 351, in prossimità della confluenza fra il fosso di Pupugliano e il fosso della Strega, che più a valle prende il nome di Torrente Mignone, sono presenti alcune polle di acqua mineralizzata nelle quali gorgoglia gas.

 

 

FONTANILI e FONTI

 

1) Fontaniletto

 

2) Streppare

 

3) S. Orsio-Merdarolo

 

4) S.Antonio

 

5) Le Vesche

 

6) Montecasella

 

7) Pantane

 

8) Melleto

 

9) Fontana Calla

 

N.B.

        Le ricerche, sopra riportate, sono state attinte dal volume edito dalla   

        Regione Lazio, Tuscia Romana.

        Autori B.Componeschi- F.Molnasco